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	<title>AlexViola.com &#187; facebook</title>
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		<title>Cile, social network per il terremoto</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 09:39:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alex V.</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Google, così come aveva fatto per la catastrofe di Haiti, ha predisposto uno strumento per aiutare a localizzare le personale care che possano essere state coinvolte nel terremoto che sabato ha sconvolto il Cile.
Google Person Finder (disponibile sia in inglese che in spagnolo) permette infatti di effettuare ricerche per nome o di lasciare informazioni su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Google, così come aveva fatto per la catastrofe di Haiti, ha <a href="http://news.cnet.com/8301-1023_3-10461112-93.html?part=rss&amp;subj=news&amp;tag=2547-1_3-0-20" target="_blank">predisposto</a> uno strumento per aiutare a localizzare le personale care che possano essere state coinvolte nel terremoto che sabato ha sconvolto il Cile.<br />
Google <a href="http://chilepersonfinder.appspot.com/" target="_blank">Person Finder</a> (disponibile sia in inglese che in spagnolo) permette infatti di effettuare ricerche per nome o di lasciare informazioni su una persona. Ad oggi ha raccolto quasi 36 mila segnalazioni. Comunque, come afferma Google, tutte da verificare.<br />
La pagina si affianca a Google <a href="http://www.google.com/relief/chileearthquake/" target="_blank">crisis response</a>, sito con cui Mountain View fornisce il numero di telefono istituzionale a cui si possono rivolgere i cittadini americani, alcuni meccanismi di donazione a favore delle ONG che stanno organizzando gli aiuti e mappe aggiornate e con i dati relativi alle recenti attività sismiche cilene. <span id="more-93"></span><br />
Con il servizio Google spera di colmare la situazione creatasi con l&#8217;interruzione delle comunicazioni. Anche su Facebook, <a href="http://www.pcworld.com/businesscenter/article/190369/people_groups_flock_to_the_web_after_chile_earthquake.html" target="_blank">pagine e gruppi</a> sono sorti con lo scopo di condividere più velocemente possibile immagini, notizie e supporto. Con il medesimo obiettivo si sta <a href="http://www.cbsnews.com/2718-202_162-511.html?tag=mncol" target="_blank">muovendo</a> la comunità di Twitter, <a href="http://punto-informatico.it/2602783/PI/Commenti/webtheatre-terremoto-video-rete.aspx" target="_blank">documentando</a> gli eventi e aiutando a raccogliere il maggior numero possibile di informazioni in tempo reale, aiuto di grande valore soprattutto per il <a href="http://mashable.com/2010/02/27/twitter-missing-person-chile/?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+Mashable+(Mashable)" target="_blank">ritrovamento</a> di persone date per disperse.<br />
Dal momento che le linee telefoniche sono interrotte, i tweet sono diventati uno dei mezzi principali per ottenere aggiornamenti utili o mettersi in contatto con persone da cui si era stati separati dal terremoto: hashtag e liste si sono dimostrati molto <a href="http://mashable.com/2010/02/27/twitter-missing-person-chile/?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+Mashable+(Mashable)" target="_blank">efficaci</a>.
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.alexviola.com/cile-social-network-per-il-terremoto/" target="_blank"><img src="http://www.alexviola.com/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>
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		<title>Quando l&#8217;identità personale vale pochi click</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 23:30:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alex V.</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Roma &#8211; All&#8217;indomani dell&#8217;aggressione subita dal Premier in quel di Milano e del proliferare in Rete di qualche decina di post, siti e gruppi su Facebook con toni e contenuti più o meno goliardici, idioti e, in alcuni casi, di inaccettabile violenza, il Governo e purtroppo, anche una parte della stampa sono tornati &#8211; come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Roma &#8211; All&#8217;indomani dell&#8217;aggressione subita dal Premier in quel di Milano e del <a href="http://punto-informatico.it/2771095/PI/News/maroni-pugno-duro-facebook.aspx" target="_blank">proliferare</a> in Rete di qualche decina di post, siti e gruppi su Facebook con toni e contenuti più o meno goliardici, idioti e, in alcuni casi, di inaccettabile violenza, il Governo e purtroppo, anche una parte della stampa sono tornati &#8211; come accade ormai ciclicamente &#8211; a chiedere la &#8220;chiusura della Rete&#8221;, fucina di violenza e vaso di Pandora di ogni male e forma di odio del XXI secolo.</p>
<p>Il Ministro dell&#8217;Interno, quello della Giustizia e decine di altri rappresentanti della maggioranza si sono già affrettati a manifestare l&#8217;intenzione di interventi straordinari ed urgenti che valgano a consentire di disporre l&#8217;oscuramento immediato di interi siti Internet. Non è dato sapere cosa abbiano in mente ma la memoria corre al famigerato <a href="http://punto-informatico.it/cerca.aspx?s=%22d%27alia%22&amp;t=4" target="_blank">emendamento D&#8217;Alia</a> contro il quale la Rete fu chiamata a difendersi qualche mese fa. Inutile ripercorrere ragionamenti già fatti e tornare a spiegare ai novelli censori della società dell&#8217;informazione che l&#8217;oscuramento per un verso non è praticabile e per altro verso è un modello costituzionalmente insostenibile perché non si può &#8211; specie in assenza di un provvedimento giurisdizionale &#8211; privare centinaia di migliaia di persone della libertà di manifestazione del pensiero solo perché qualcuno, utilizzando lo stesso medium, ne ha abusato. Sarebbe come chiudere un giornale per un episodio di diffamazione o demolire un muro dopo l&#8217;affissione di un manifesto dal contenuto illegittimo. È un discorso lungo che andrà ripreso se e quando il Governo attuerà i propositi manifestati nelle ultime ore.<span id="more-22"></span></p>
<p>C&#8217;è, tuttavia, un&#8217;altra storia nella storia che, questa volta, merita di essere raccontata e che è rimasta nell&#8217;ombra, ignorata o quasi, dal Palazzo e poco trattata sui giornali e in TV. Nella notte che ha seguito l&#8217;aggressione del Premier, infatti, diversi Gruppi su Facebook attorno ai quali, negli ultimi mesi, si erano raggruppati milioni e milioni di italiani, riconoscendosi negli obiettivi, negli scopi e negli interessi rappresentati nel titolo del Gruppo hanno cambiato nome, descrizione e, quindi, scopi ed obiettivi. È così accaduto che milioni di cittadini che avevano liberamente scelto di aggregarsi attorno all&#8217;idea di sostenere le vittime del terremoto in Abruzzo e condividere progetti, iniziative umanitarie e informazioni si sono, inconsapevolmente, ritrovati iscritti ad un Gruppo di solidarietà a Silvio Berlusconi. Propositi nobili &#8211; guai a dubitarne &#8211; ma il punto è un altro: nessuno degli iscritti ha liberamente scelto di farli propri, di aderirvi, di veder collegato il proprio nome ad un&#8217;iniziativa in favore di un leader politico, manifestando così una propria opinione o, almeno, propensione politica.</p>
<p>Nelle ultime 24 ore gli amministratori del Gruppo, &#8220;autori materiali&#8221; dell&#8217;operazione di &#8220;coartato ed unilaterale trasformismo&#8221; e forse &#8211; ma questo andrà accertato &#8211; anche suoi ideatori si sono continuamente passati il testimone ed hanno altrettanto frequentemente modificato il titolo del gruppo che alle due di questa notte era divenuto &#8220;viva il comunismo, viva la libertà&#8221; per poi tornare prima dell&#8217;alba &#8220;Solidarietà a Silvio Berlusconi&#8221;. Si tratta di un gravissimo attentato all&#8217;identità personale di milioni di cittadini italiani i cui dati personali sono stati trattati per finalità politiche, in assenza del loro consenso.</p>
<p>Questa volta Facebook, il lupo cattivo americano, non c&#8217;entra. E non c&#8217;è neppure nessuna difficoltà oggettiva nell&#8217;individuazione dei responsabili della condotta delittuosa perché i loro nomi e cognomi sono &#8211; e/o sono stati &#8211; lì in bella mostra nel campo dedicato agli amministratori del Gruppo.<br />
Perché nessuno ha tuonato e promesso azioni e sanzioni esemplari contro questa aggressione alla libertà individuale di milioni di cittadini italiani?<br />
È un fatto inquietante e, ad un tempo, sintomatico dell&#8217;incapacità del Palazzo di cogliere le dinamiche della Rete e di comprendere quali sono le nuove forme di violenza e di coercizione di massa dalle quali occorre proteggere i cittadini italiani.</p>
<p>L&#8217;episodio, tuttavia, è sintomatico anche per un&#8217;altra ragione: mentre da più parti si è avviato un autentico processo di criminalizzazione del web e di alcune piattaforme e soggetti che ne sono protagonisti, questa vicenda mostra in maniera eclatante come il mezzo &#8211; Facebook &#8211; sia, il più delle volte, neutro rispetto agli scopi per i quali gli utenti lo utilizzano.<br />
Il gigante del social network, in questa storia, c&#8217;entra ben poco perché si è limitato a mettere a disposizione una piazza ed uno strumento ad un manipolo di nostri concittadini che &#8211; per superficialità, ignoranza, inesperienza o altre motivazioni che emergeranno nelle prossime settimane &#8211; li hanno utilizzati nel modo peggiore possibile ovvero per espropriare e manipolare l&#8217;identità personale di milioni di cittadini.<br />
Occorre intervenire con urgenza, accertare quanto accaduto e punire i responsabili per dimostrare che la Rete ed i suoi strumenti non sono mai buoni o cattivi, leciti o illeciti ma che tali aggettivi devono sempre essere piuttosto collegati agli utenti ed alle loro condotte.<br />
Non esiste, per dirla con le parole usate da Gian Antonio Stella sul <em>Corriere della Sera</em> un &#8220;lato oscuro della rete&#8221; ma esiste piuttosto, in Rete come fuori dalla Rete, un manipolo di idioti, superficiali, delinquenti e criminali, soggetti in relazione ai quali la famiglia, la scuola, i processi di formazione ed educazione hanno fallito.<br />
È importante non confondere questa parte con il tutto e, soprattutto, l&#8217;autore della condotta con lo strumento.
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.alexviola.com/quando-lidentita-personale-vale-pochi-click/" target="_blank"><img src="http://www.alexviola.com/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>
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		<title>Maroni, pugno duro su Facebook</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 22:13:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alex V.</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Roma &#8211; Nelle ore immediatamente successive all&#8217;aggressione subita a Milano dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si è alzato un vento di reazioni, tra brezze a sospingere il gesto di Massimo Tartaglia e correnti d&#8217;aria a soffiare solidarietà al premier colpito al volto. Un vento che si è alzato con particolare vigore su Facebook, fino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Roma &#8211; Nelle ore immediatamente successive all&#8217;aggressione subita a Milano dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si è alzato un vento di reazioni, tra brezze a sospingere il gesto di Massimo Tartaglia e correnti d&#8217;aria a soffiare solidarietà al premier colpito al volto. Un vento che si è alzato con particolare vigore su Facebook, fino a raccogliere sulla strada decine di migliaia di utenti, fino a portarli direttamente sulla ribalta delle cronache nazionali.</p>
<p>Roberto Maroni, ministro dell&#8217;Interno, ha proprio per questo annunciato un dibattimento speciale che dovrebbe tenersi nel Consiglio dei ministri il prossimo 17 dicembre. &#8220;Se sarà il caso &#8211; <a href="http://it.reuters.com/article/internetNews/idITMIE5BD0I920091214" target="_blank">ha spiegato</a> Maroni &#8211; sarà esaminata l&#8217;eventuale approvazione di norme più incisive contro l&#8217;apologia di reato e l&#8217;istigazione alla violenza attraverso Internet&#8221;. Il ministro dell&#8217;Interno ha in pratica illustrato la possibilità di <strong>oscurare quei siti web che si rendano protagonisti di incitamento alla violenza</strong>. Come i gruppi su Facebook a favore di Massimo Tartaglia, spuntati come funghi nelle ore successive all&#8217;aggressione.<span id="more-14"></span></p>
<p>Maroni ha dichiarato di aver commissionato un monitoraggio della Rete alla polizia postale, aggiungendo di aver scoperto 300 gruppi su Facebook inneggianti al gesto di Tartaglia. Il ministro <a href="http://iltempo.ilsole24ore.com/interni_esteri/2009/12/14/1104499-maroni_oscurare_siti_tartaglia.shtml?refresh_ce" target="_blank">ha parlato</a> di messaggi molto espliciti (e violenti) come <em>Grazie, Massimo Tartaglia</em> e <em>A Natale si può fare di più</em>, quest&#8217;ultimo apparso tra i commenti ad un filmato caricato su YouTube. Maroni ha puntato il dito anche contro <em>Indymedia</em>, centro di informazione indipendente sulla Rete, concludendo con la promessa di un robusto impegno da parte del governo per porre fine ad un vero e proprio scempio.</p>
<p>È vero che su Facebook sono apparsi anche altri gruppi di fazione opposta, da quelli che auspicano il carcere più duro a Tartaglia e quelli che gli augurano sorti ancora più spiacevoli. Pare che il più numeroso sia comunque quello a sostegno di Silvio Berlusconi contro i fan di Tartaglia, che avrebbe ottenuto in poche ore quasi 400mila adesioni. Si è trattato di un falso, visto che <a href="http://www.corriere.it/politica/09_dicembre_14/facebook_twitter_berlusconi_reazioni_7d0aee10-e8a1-11de-b930-00144f02aabc.shtml" target="_blank">varie fonti</a> hanno portato poi le prove per evidenziare un particolare dettaglio: il gruppo parlava d&#8217;altro, ha soltanto cambiato nome.</p>
<p>Si è espresso in maniera risoluta anche Andrea Ronchi, ministro per le Politiche Europee, che ha definito moralmente inaccettabili le dichiarazioni emerse su social network come Facebook. Ronchi ha poi concluso che premerà affinché Maroni proceda con l&#8217;oscuramento dei siti incriminati. In questo caso, <strong>l&#8217;apologia di reato e l&#8217;istigazione alla violenza</strong> verrebbero inseriti tra i motivi principali per isolare Facebook dalla rete.</p>
<p>A parere di Luca Nicotra (Segretario dell&#8217;Associazione radicale Agorà Digitale) e Marco Cappato (Presidente, Membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani) spetterebbe invece alla magistratura dirimere la questione: Nicotra e Cappato ricordano in un comunicato che &#8220;Internet non è il far west. Anche sul web esistono delle leggi, e se verrà accertato che qualcuno ha commesso un reato, inneggiando contro Berlusconi o in qualsiasi altro modo, è giusto che sia perseguito. Dai tribunali&#8221;.</p>
<p>Dall&#8217;opposizione sono giunte inoltre le dichiarazioni di Massimo Calearo, esponente del neonato partito Alleanza per l&#8217;Italia, che ha condannato Tartaglia e i suoi quasi 50mila fan sul social network in blu. &#8220;Questa è gente che va curata, sono dei pazzi. Chi di competenza provveda a far oscurare la pagina di Facebook occupata dai fan-Tartaglia&#8221;. Non si specifica però chi si dovrebbe incaricare di rendere inaccessibile il social network, né come si possa isolarne dalla rete una sola porzione, se non attraverso le ordinare procedure di segnalazione delle violazioni gestite dalla stessa piattaforma.</p>
<p>Altrettanto dura la deputata del PdL Gabriella Carlucci, che ha parlato di Facebook come di uno strumento di diffusione di odio e veleni. Per la parlamentare, sarebbe arrivato il momento giusto per <a href="http://punto-informatico.it/cerca.aspx?s=carlucci+anonimato&amp;t=4" target="_blank">sopprimere l&#8217;anonimato</a> in Rete.
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.alexviola.com/maroni-pugno-duro-su-facebook/" target="_blank"><img src="http://www.alexviola.com/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>
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