Articoli taggati internet

Twitter, dove non osano gli spammer

I cinguettii sono sempre più al sicuro dalle insidie dello spam: nonostante il diffuso e imprescindibile utilizzo di URL accorciati (e quindi senza indizi sulla destinazione), le ultime statistiche divulgate da Twitter mostrano un calo quasi verticale delle attività di spam negli ultimi otto mesi.
Nonostante la crescente diffusione del servizio di microblogging e una recente statistica relativa allo spamming che lo individua nel 90 per cento delle email, secondo i dati della (ex?) startup di San Francisco solo l’1 per cento dei cinguettii sarebbe costituito da contenuto indesiderato o indesiderabile.
Con il sistema di notifica dello spam, il canale apposito @spam e la recente introduzione del sistema di verifica e marchiatura dei link cinguettati, Twitter sembra aver trovato un’arma abbastanza efficace per combattere i problemi e gli attacchi che la minacciano.

Cile, social network per il terremoto

Google, così come aveva fatto per la catastrofe di Haiti, ha predisposto uno strumento per aiutare a localizzare le personale care che possano essere state coinvolte nel terremoto che sabato ha sconvolto il Cile.
Google Person Finder (disponibile sia in inglese che in spagnolo) permette infatti di effettuare ricerche per nome o di lasciare informazioni su una persona. Ad oggi ha raccolto quasi 36 mila segnalazioni. Comunque, come afferma Google, tutte da verificare.
La pagina si affianca a Google crisis response, sito con cui Mountain View fornisce il numero di telefono istituzionale a cui si possono rivolgere i cittadini americani, alcuni meccanismi di donazione a favore delle ONG che stanno organizzando gli aiuti e mappe aggiornate e con i dati relativi alle recenti attività sismiche cilene. Leggi il resto »

Attacco hacker? Niente panico

Tutto nasce da una ricerca della società NetWitness e dal relativo articolo pubblicato sul Wall Street Journal: gli esperti identificano un cyber-attacco “tutto nuovo” che impiega una botnet composta da decine di migliaia di computer, tocca centinaia di paesi diversi e sguscia tra le (cinematograficamente) impenetrabili difese del Pentagono. Ma la realtà è un po’ diversa da come la descrivono i mezzi di comunicazione mainstream, che gridano all’apocalisse cyber-criminale quando in realtà nel passato recente si sono registrate epidemie e attacchi molto, molto peggiori. Leggi il resto »

Google e lo Street View delle nevi

L’hanno chiamato Google Snow View, il nuovo servizio di mappatura lanciato da BigG in occasione dell’imminente apertura dei giochi olimpici invernali di Vancouver. Oltre che delle ormai note googlecar, i responsabili di Street View si sono serviti di alcune motoslitte in grado di tracciare le discese innevate che faranno da cornice alle prossime gare.

L’occhio di Google è dunque arrivato quasi ovunque, all’interno del Whistler Olympic Park, per mappare le vaste distese di neve, mostrarle ai netizen che non potranno assistere dal vivo ai Giochi. In aggiunta, una sorta di tour in tre dimensioni, realizzato dai tecnici di Mountain View per ricostruire le principali infrastrutture dei giochi di Vancouver. Leggi il resto »

Street View, un dollaro di privacy

Google sembra uscire rafforzata da uno dei casi che la vedono alla sbarra per le immagini catturate per il servizio Street View: se violazione di proprietà privata c’è stata, l’accusa deve comunque dimostrare il danno subito.

Una coppia di Pittsburgh, Aaron e Christine Boring, aveva fatto causa a Google nel 2008 per violazione della privacy e negligenza nel pubblicare le foto su Internet della loro residenza. Inoltre, dal momento che i coniugi vivono in una strada privata, accusavano Mountain View di aver violato la loro proprietà privata, infiltrandosi per fotografarla. Oggi il processo arriva forse ad una conclusione di fatto: se violazione c’è stata, non ha causato danni. Leggi il resto »

YouTube e Google, pirati della Rete?

Google e YouTube sarebbero accomunate ben al di là dei meccanismi che regolano gli assetti proprietari in ambito aziendale: entrambe non riconoscerebbero l’importanza e il valore della proprietà intellettuale. Si tratta di un breve estratto dai recenti pensieri di Tullio Camiglieri, coordinatore del centro studi per la protezione dei diritti degli autori e della libertà d’informazione. Pensieri, ma soprattutto parole, che hanno criticato aspramente la presunta efficacia del sistema delle segnalazioni alla piattaforma di video sharing per la conseguente rimozione di un contenuto non autorizzato.

“La realtà è che di contenuti protetti da copyright YouTube è pieno – ha spiegato Camiglieri – e con questi ci guadagna, mentre chi perde ogni giorno sono gli autori, i registi, i giornalisti, gli editori”. Mediaset però non ha perso contro YouTube, che dovrà provvedere autonomamente alla rimozione di tutti i filmati caricati dai suoi utenti, in particolare di quelli relativi a immagini sia statiche che dinamiche della trasmissione Grande Fratello 10. E infatti Camiglieri ha manifestato il suo plauso alla recente decisione del Tribunale di Roma. Leggi il resto »

Quando l’identità personale vale pochi click

Roma – All’indomani dell’aggressione subita dal Premier in quel di Milano e del proliferare in Rete di qualche decina di post, siti e gruppi su Facebook con toni e contenuti più o meno goliardici, idioti e, in alcuni casi, di inaccettabile violenza, il Governo e purtroppo, anche una parte della stampa sono tornati – come accade ormai ciclicamente – a chiedere la “chiusura della Rete”, fucina di violenza e vaso di Pandora di ogni male e forma di odio del XXI secolo.

Il Ministro dell’Interno, quello della Giustizia e decine di altri rappresentanti della maggioranza si sono già affrettati a manifestare l’intenzione di interventi straordinari ed urgenti che valgano a consentire di disporre l’oscuramento immediato di interi siti Internet. Non è dato sapere cosa abbiano in mente ma la memoria corre al famigerato emendamento D’Alia contro il quale la Rete fu chiamata a difendersi qualche mese fa. Inutile ripercorrere ragionamenti già fatti e tornare a spiegare ai novelli censori della società dell’informazione che l’oscuramento per un verso non è praticabile e per altro verso è un modello costituzionalmente insostenibile perché non si può – specie in assenza di un provvedimento giurisdizionale – privare centinaia di migliaia di persone della libertà di manifestazione del pensiero solo perché qualcuno, utilizzando lo stesso medium, ne ha abusato. Sarebbe come chiudere un giornale per un episodio di diffamazione o demolire un muro dopo l’affissione di un manifesto dal contenuto illegittimo. È un discorso lungo che andrà ripreso se e quando il Governo attuerà i propositi manifestati nelle ultime ore. Leggi il resto »