<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>AlexViola.com &#187; Italia</title>
	<atom:link href="http://www.alexviola.com/tag/italia/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.alexviola.com</link>
	<description>All for your website</description>
	<lastBuildDate>Fri, 11 Jun 2010 11:58:18 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.1</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>YouTube e Google, pirati della Rete?</title>
		<link>http://www.alexviola.com/youtube-e-google-pirati-della-rete/</link>
		<comments>http://www.alexviola.com/youtube-e-google-pirati-della-rete/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 17:54:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alex V.</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[copyright]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[mediaset]]></category>
		<category><![CDATA[pirateria]]></category>
		<category><![CDATA[video sharing]]></category>
		<category><![CDATA[youtube]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.alexviola.com/?p=38</guid>
		<description><![CDATA[Google e YouTube sarebbero accomunate ben al di là dei meccanismi che regolano gli assetti proprietari in ambito aziendale: entrambe non riconoscerebbero l&#8217;importanza e il valore della proprietà intellettuale. Si tratta di un breve estratto dai recenti pensieri di Tullio Camiglieri, coordinatore del centro studi per la protezione dei diritti degli autori e della libertà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Google e YouTube sarebbero accomunate ben al di là dei meccanismi che regolano gli assetti proprietari in ambito aziendale: entrambe non riconoscerebbero l&#8217;importanza e il valore della proprietà intellettuale. Si tratta di un breve estratto dai recenti pensieri di Tullio Camiglieri, coordinatore del <em>centro studi per la protezione dei diritti degli autori e della libertà d&#8217;informazione</em>. Pensieri, ma soprattutto parole, che <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/CyberNews/?id=3.0.4121420713" target="_blank">hanno criticato</a> aspramente la presunta efficacia del sistema delle segnalazioni alla piattaforma di video sharing per la conseguente rimozione di un contenuto non autorizzato.</p>
<p>&#8220;La realtà è che di contenuti protetti da copyright YouTube è pieno &#8211; <a href="http://bit.ly/532HqS" target="_blank">ha spiegato</a> Camiglieri &#8211; e con questi ci guadagna, mentre chi perde ogni giorno sono gli autori, i registi, i giornalisti, gli editori&#8221;. Mediaset però non ha perso contro YouTube, che dovrà provvedere autonomamente alla rimozione di tutti i filmati caricati dai suoi utenti, in particolare di quelli relativi a immagini sia statiche che dinamiche della trasmissione Grande Fratello 10. E infatti Camiglieri ha manifestato il suo plauso alla <a href="http://punto-informatico.it/2773039/PI/News/youtube-grande-fratello-va-asportato.aspx" target="_blank">recente decisione del Tribunale di Roma</a>.<span id="more-38"></span></p>
<p>&#8220;L&#8217;ordinanza della nona sezione civile emessa ieri dal Tribunale di Roma è un importante passo verso la legalità &#8211; ha dichiarato Camiglieri &#8211; nonché verso il riconoscimento della proprietà intellettuale di chi produce contenuti&#8221;. YouTube sarebbe a suo dire uno strumento comunque molto utile, avendo aperto ai netizen nuove strade per la condivisione online dei contenuti. Ma questi contenuti non dovrebbero ovviamente violare le attuali leggi sul diritto d&#8217;autore, perché altrimenti finirebbero &#8211; sempre secondo Camiglieri &#8211; con l&#8217;avvicinarsi moltissimo al fenomeno della pirateria online.</p>
<p>Quello che aggraverebbe la situazione, a suo dire, è che Google genera profitti a partire da contenuti non autorizzati, visto un positivo fatturato di YouTube che durerebbe da 18 mesi. Camiglieri ha fatto il punto sui danni causati dalla pirateria all&#8217;industria culturale italiana, intorno ad una cifra pari al miliardo di euro l&#8217;anno. Le pratiche di accesso diretto ai contenuti di BigG starebbero impoverendo sempre più la capacità di generare prodotti editoriali.</p>
<p>Particolarmente soddisfatta, anche la Federazione Anti-Pirateria Audiovisiva (FAPAV), che <a href="http://bit.ly/6ingYJ" target="_blank">ha sottolineato</a> come la sentenza del Tribunale di Milano contro YouTube sia da considerare come un importante indice dell&#8217;attenzione rivolta dalla magistratura al problema della pirateria online. Lo stesso Filippo Roviglioni, presidente di FAPAV, si è augurato che l&#8217;impegno di magistrati, organi competenti e forze dell&#8217;ordine continui nella direzione illuminata dalla sentenza a favore della rimozione di contenuti ritenuti illeciti.</p>
<p>Mediaset, nel frattempo, <a href="http://www.tomshw.it/cont/news/mediaset-e-internet-si-parte-con-lo-streaming/23277/1.html" target="_blank">ha annunciato</a> il lancio &#8211; a partire dall&#8217;11 gennaio prossimo &#8211; di un nuovo servizio gratuito di streaming televisivo, una sorta di <em>catch up tv</em>, come definita dal vicepresidente Pier Silvio Berlusconi. Inizialmente, il servizio offrirà agli utenti la possibilità di fruire di brevi filmati, per poi estendersi con una versione <em>full episod</em>. Si potranno visionare in streaming programmi di news, <em>infotainment</em> e reality show. Tanto ormai la famosa <em>casa</em> del format orwelliano potrebbe essere al riparo dagli occhi indiscreti dei broadcaster artigianali della Rete.
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.alexviola.com/youtube-e-google-pirati-della-rete/" target="_blank"><img src="http://www.alexviola.com/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.alexviola.com/youtube-e-google-pirati-della-rete/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Maroni, pugno duro su Facebook</title>
		<link>http://www.alexviola.com/maroni-pugno-duro-su-facebook/</link>
		<comments>http://www.alexviola.com/maroni-pugno-duro-su-facebook/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 Dec 2009 22:13:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alex V.</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.alexviola.com/?p=14</guid>
		<description><![CDATA[Roma &#8211; Nelle ore immediatamente successive all&#8217;aggressione subita a Milano dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si è alzato un vento di reazioni, tra brezze a sospingere il gesto di Massimo Tartaglia e correnti d&#8217;aria a soffiare solidarietà al premier colpito al volto. Un vento che si è alzato con particolare vigore su Facebook, fino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Roma &#8211; Nelle ore immediatamente successive all&#8217;aggressione subita a Milano dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi si è alzato un vento di reazioni, tra brezze a sospingere il gesto di Massimo Tartaglia e correnti d&#8217;aria a soffiare solidarietà al premier colpito al volto. Un vento che si è alzato con particolare vigore su Facebook, fino a raccogliere sulla strada decine di migliaia di utenti, fino a portarli direttamente sulla ribalta delle cronache nazionali.</p>
<p>Roberto Maroni, ministro dell&#8217;Interno, ha proprio per questo annunciato un dibattimento speciale che dovrebbe tenersi nel Consiglio dei ministri il prossimo 17 dicembre. &#8220;Se sarà il caso &#8211; <a href="http://it.reuters.com/article/internetNews/idITMIE5BD0I920091214" target="_blank">ha spiegato</a> Maroni &#8211; sarà esaminata l&#8217;eventuale approvazione di norme più incisive contro l&#8217;apologia di reato e l&#8217;istigazione alla violenza attraverso Internet&#8221;. Il ministro dell&#8217;Interno ha in pratica illustrato la possibilità di <strong>oscurare quei siti web che si rendano protagonisti di incitamento alla violenza</strong>. Come i gruppi su Facebook a favore di Massimo Tartaglia, spuntati come funghi nelle ore successive all&#8217;aggressione.<span id="more-14"></span></p>
<p>Maroni ha dichiarato di aver commissionato un monitoraggio della Rete alla polizia postale, aggiungendo di aver scoperto 300 gruppi su Facebook inneggianti al gesto di Tartaglia. Il ministro <a href="http://iltempo.ilsole24ore.com/interni_esteri/2009/12/14/1104499-maroni_oscurare_siti_tartaglia.shtml?refresh_ce" target="_blank">ha parlato</a> di messaggi molto espliciti (e violenti) come <em>Grazie, Massimo Tartaglia</em> e <em>A Natale si può fare di più</em>, quest&#8217;ultimo apparso tra i commenti ad un filmato caricato su YouTube. Maroni ha puntato il dito anche contro <em>Indymedia</em>, centro di informazione indipendente sulla Rete, concludendo con la promessa di un robusto impegno da parte del governo per porre fine ad un vero e proprio scempio.</p>
<p>È vero che su Facebook sono apparsi anche altri gruppi di fazione opposta, da quelli che auspicano il carcere più duro a Tartaglia e quelli che gli augurano sorti ancora più spiacevoli. Pare che il più numeroso sia comunque quello a sostegno di Silvio Berlusconi contro i fan di Tartaglia, che avrebbe ottenuto in poche ore quasi 400mila adesioni. Si è trattato di un falso, visto che <a href="http://www.corriere.it/politica/09_dicembre_14/facebook_twitter_berlusconi_reazioni_7d0aee10-e8a1-11de-b930-00144f02aabc.shtml" target="_blank">varie fonti</a> hanno portato poi le prove per evidenziare un particolare dettaglio: il gruppo parlava d&#8217;altro, ha soltanto cambiato nome.</p>
<p>Si è espresso in maniera risoluta anche Andrea Ronchi, ministro per le Politiche Europee, che ha definito moralmente inaccettabili le dichiarazioni emerse su social network come Facebook. Ronchi ha poi concluso che premerà affinché Maroni proceda con l&#8217;oscuramento dei siti incriminati. In questo caso, <strong>l&#8217;apologia di reato e l&#8217;istigazione alla violenza</strong> verrebbero inseriti tra i motivi principali per isolare Facebook dalla rete.</p>
<p>A parere di Luca Nicotra (Segretario dell&#8217;Associazione radicale Agorà Digitale) e Marco Cappato (Presidente, Membro del Comitato Nazionale di Radicali Italiani) spetterebbe invece alla magistratura dirimere la questione: Nicotra e Cappato ricordano in un comunicato che &#8220;Internet non è il far west. Anche sul web esistono delle leggi, e se verrà accertato che qualcuno ha commesso un reato, inneggiando contro Berlusconi o in qualsiasi altro modo, è giusto che sia perseguito. Dai tribunali&#8221;.</p>
<p>Dall&#8217;opposizione sono giunte inoltre le dichiarazioni di Massimo Calearo, esponente del neonato partito Alleanza per l&#8217;Italia, che ha condannato Tartaglia e i suoi quasi 50mila fan sul social network in blu. &#8220;Questa è gente che va curata, sono dei pazzi. Chi di competenza provveda a far oscurare la pagina di Facebook occupata dai fan-Tartaglia&#8221;. Non si specifica però chi si dovrebbe incaricare di rendere inaccessibile il social network, né come si possa isolarne dalla rete una sola porzione, se non attraverso le ordinare procedure di segnalazione delle violazioni gestite dalla stessa piattaforma.</p>
<p>Altrettanto dura la deputata del PdL Gabriella Carlucci, che ha parlato di Facebook come di uno strumento di diffusione di odio e veleni. Per la parlamentare, sarebbe arrivato il momento giusto per <a href="http://punto-informatico.it/cerca.aspx?s=carlucci+anonimato&amp;t=4" target="_blank">sopprimere l&#8217;anonimato</a> in Rete.
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.alexviola.com/maroni-pugno-duro-su-facebook/" target="_blank"><img src="http://www.alexviola.com/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.alexviola.com/maroni-pugno-duro-su-facebook/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
