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	<title>AlexViola.com &#187; phishing</title>
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		<title>Attacco hacker? Niente panico</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 09:38:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alex V.</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tutto nasce da una ricerca della società NetWitness e dal relativo articolo pubblicato sul Wall Street Journal: gli esperti identificano un cyber-attacco &#8220;tutto nuovo&#8221; che impiega una botnet composta da decine di migliaia di computer, tocca centinaia di paesi diversi e sguscia tra le (cinematograficamente) impenetrabili difese del Pentagono. Ma la realtà è un po&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tutto nasce da una ricerca della società <a href="http://www.netwitness.com/" target="_blank">NetWitness</a> e dal <a href="http://online.wsj.com/article/SB10001424052748704398804575071103834150536.html?mod=WSJ_hpp_sections_tech" target="_blank">relativo articolo</a> pubblicato sul <em>Wall Street Journal</em>: gli esperti identificano un cyber-attacco &#8220;tutto nuovo&#8221; che impiega una <a href="http://punto-informatico.it/cerca.aspx?s=botnet&amp;t=4" target="_blank">botnet</a> composta da decine di migliaia di computer, tocca centinaia di paesi diversi e sguscia tra le (cinematograficamente) impenetrabili difese del Pentagono. Ma <strong>la realtà è un po&#8217; diversa da come la descrivono i mezzi di comunicazione mainstream</strong>, che gridano all&#8217;apocalisse cyber-criminale quando in realtà nel passato recente si sono registrate epidemie e attacchi molto, molto peggiori.<span id="more-88"></span></p>
<p>Secondo NetWitness la botnet ha &#8220;pupari&#8221; che vivono nell&#8217;Europa dell&#8217;est, ha cominciato a operare nell&#8217;ultima parte del 2008 ed è tutt&#8217;ora operativa con un centro di &#8220;comando &amp; controllo&#8221; situato in Germania. Alla base dell&#8217;attacco c&#8217;è il &#8220;caro&#8221; e vecchio phishing, con messaggi di posta elettronica capziosi che riconducono a pagine web malevole con l&#8217;unico obiettivo di installare malware sulla macchina da infettare.</p>
<p>Le vittime di questo &#8220;cyber-attacco&#8221; vengono quantificare in 2.400 diverse società e organizzazioni sparse in quasi 200 paesi, incluse 10 agenzie governative degli Stati Uniti e (almeno in un caso) un account email di un militare a stelle e strisce. Oltre al controllo remoto dei PC zombificati, il malware ha permesso agli ignoti (o presunti tali) criminali di <strong>rastrellare una gran messe di informazioni e dati sensibili</strong> inclusivi di credenziali di accesso, numeri di carte di credito e via elencando. Il numero di sistemi infetti viene stimato nell&#8217;ordine di 75mila unità.</p>
<p>Stiamo dunque assistendo a una breccia senza precedenti nella sicurezza dei computer interconnessi di importanti istituzioni e società private? Assolutamente no, perché la stessa NetWitness identifica la matrice dell&#8217;attacco nel trojan <em>Zeus</em>, venduto sotto forma di &#8220;toolkit&#8221; per la creazione di malware personalizzato e ben noto alle società di sicurezza e alle autorità: al punto che le indagini hanno già condotto alla cattura di <a href="http://punto-informatico.it/2755485/PI/News/trojan-zeus-primi-arresti-europa.aspx" target="_blank">un paio di cyber-criminali inglesi</a> che hanno fatto uso del suddetto toolkit.</p>
<p>La stampa e una parte della blogosfera a ruota hanno però abboccato alla (blanda) esca del <em>Wall Street Journal</em> e <a href="http://news.google.com/news/more?region=it&amp;pz=1&amp;cf=all&amp;hl=it&amp;cf=all&amp;ncl=dtMrViEIsy-joBMBZvYesOE69b1MM" target="_blank">hanno titolato</a> con <strong>strilloni apocalittici</strong>: <a href="http://www.repubblica.it/ultimora/24ore/CYBER-ATTACCO-IN-196-PAESI-IL-PIU-GRANDE-DI-SEMPRE/news-dettaglio/3755631" target="_blank">il più grande cyber-attacco della storia</a>, <a href="http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo474286.shtml" target="_blank">attacco hacker da record</a>, <a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/10_febbraio_18/maxi-attacco-hacker_43faa07a-1c6d-11df-beab-00144f02aabe.shtml" target="_blank">maxi cyber-attacco</a> a opera dei cattivi hacker (sic!) dell&#8217;Europa dell&#8217;est.</p>
<p>Grande risalto viene dato anche al fatto che nell&#8217;attacco sia coinvolto un soldato statunitense, fatto questo che per chi non conosce le <a href="http://punto-informatico.it/2606113/PI/News/cracker-azione-nei-cieli-usa.aspx" target="_blank">reali condizioni-colabrodo</a> dei network militari americani ha contribuito ad aumentare il rischio percepito e il relativo ritorno di traffico sui mezzi di comunicazione generalisti.</p>
<p>In quanto alle dimensioni della botnet, poi, è sufficiente rinfrescare un poi la memoria della storia recente per <strong>ridimensionare drasticamente il cosiddetto &#8220;più grande cyber-attacco della storia&#8221;</strong>: la stessa botnet Zeus nel suo complesso dovrebbe al momento includere <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Zeus_%28trojan_horse%29" target="_blank">3,6 milioni di PC compromessi</a> (ben al di là dei 75mila individuati da NetWitness), mentre i casi più eclatanti già registrati negli annali includono lo <a href="http://punto-informatico.it/2468685/PI/News/botnet-infiltrati-misurano-economia-dello-storm-worm.aspx" target="_blank">Storm Worm</a> (con <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Storm_botnet" target="_blank">stime variabili</a> tra 1 milioni e 50 milioni di PC infetti) e il <a href="http://punto-informatico.it/cerca.aspx?s=conficker&amp;t=4&amp;o=0" target="_blank">sempreverde Conficker</a> (10 milioni di sistemi o giù di lì). Di cui i mass media, a cui fa evidentemente difetto la memoria, hanno già abbondantemente parlato in passato.
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