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	<title>AlexViola.com &#187; youtube</title>
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		<title>YouTube spegne 5 candeline</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 09:51:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alex V.</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 14 Febbraio 2005 veniva registrato il dominio YouTube.com. A distanza di 5 anni il sito è un punto di riferimento della Rete mondiale. Con un grave cruccio a cui trovare una risposta, però: il copyright rimane ancora e sempre un problema .YouTube ha spento da poche ore le sue prime cinque candeline. «Quando abbiamo registrato il dominio il 14 Febbraio del 2005, abbiamo creato un posto ove chiunque con una videocamera e una connessione avrebbe potuto condividere una storia con il mondo». Dopo 5 anni è ancora <strong>Chad Hurley</strong>, cofondatore e CEO del gruppo, a <a href="http://youtube-global.blogspot.com/2010/02/youtube-online-video-revolution.html">festeggiare</a> il lavoro compiuto e l&#8217;incredibile successo raggiunto. <br />
La storia di YouTube prende il via il 15 Febbraio 2005 con la certificazione dell&#8217;avvenuta registrazione del dominio ed è la storia di una necessità ineludibile: nel momento in cui la possibilità di registrare un filmato è diventato qualcosa a disposizione di chiunque (tramite videocamere prima e telefonini poi), la necessità di un riferimento univoco ove condividere le proprie creazioni è diventato qualcosa di irrinunciabile. La concorrenza è stata molta, ma <strong>YouTube ha trovato sulla propria strada un alleato di immenso valore, Google</strong>, che ha ricoperto la repository di <a href="http://www.webnews.it/news/leggi/4834/google-si-mette-in-tasca-youtube/">denaro</a> e di importanza. Oggi YouTube è cosa è, ma i punti interrogativi rimangono. <span id="more-80"></span><br />
Fin dall&#8217;inizio fu chiara una questione: <strong>YouTube avrebbe saputo esprimere nel tempo tanto valore quanto abilmente avrebbe saputo dribblare gli ostacoli del copyright</strong>. Il quinto compleanno giunge nel momento in cui dall&#8217;Italia giungono <a href="http://business.webnews.it/news/leggi/12395/mediaset-vs-youtube-20/">sentenze</a> inevitabilmente pericolose, proposte di legge che <a href="http://business.webnews.it/news/leggi/12294/cassinelli-difende-romani-non-ci-sono-bavagli/">suonano</a> come campanelli d&#8217;allarme e vecchi <a href="http://www.webnews.it/news/leggi/12122/vividown-vs-google-chiude-la-difesa/">processi</a> che mirano indirettamente all&#8217;impegno di Google nel settore.  </p>
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<p>YouTube.com, registrato il 14 Febbraio 2005</p>
<p><img src="http://www.webnews.it/img/news/whoisyoutube.jpg" alt="YouTube.com, registrato il 14 Febbraio 2005" /> </p>
<p>Nel suo post Chad Hurley ha però guardato lontano attraverso il ricordo di ciò che YouTube oggi rappresenta e ciò che intende rappresentare ancora in futuro:  </p>
<ul>
<li>Hurley ricorda anzitutto il <strong>potere del video</strong> e la sua presenza destabilizzante e costruttiva tanto nelle mani di Barack Obama quanto nel materiale proveniente dalle strade di Teheran: «dalle scuole ai paesi in guerra», la forma del video è qualcosa di forte che porta online messaggi destinati a passare di mano in mano, moltiplicando l&#8217;eco e mettendo così un flusso mainstream potenziale nelle mani di chiunque;</li>
<li>Il secondo punto ricordato nel post del compleanno è relativo al <strong>comune interesse con i creatori di contenuti</strong>. YouTube non intende sostituirli, ma piuttosto collaborarvi. Il messaggio è generale, ma sembra pronunciato fissando negli occhi Fedele Confalonieri: la diatriba tra Google e Mediaset è destinata a lasciare delle ferite, anche se al momento nessuna parte sembra voler fare passi indietro procedendo, quindi, a colpi di sentenze;</li>
<li>«Internet evolve velocemente. Abbiamo lanciato prodotti rapidamente con modifiche costanti per stare sempre un passo avanti. <strong>Il nostro obiettivo? Fissare lo standard per la distribuzione di video online</strong>. Rapido caricamento, alta qualità». 1080p e 3D sono gli obiettivi dichiarati, oltre al riconoscimento automatico delle parole nell&#8217;audio e tutto ciò che possa migliorare l&#8217;esperienza nella visione.</li>
</ul>
<p>Da una parte v&#8217;è la necessità di mantenere aperta la tecnologia e attiva la community; dall&#8217;altra v&#8217;è la necessità di monetizzare l&#8217;immenso investimento profuso. Google sa di aver mosso la pedina giusta, ma YouTube rimane tra i progetti più controversi di Mountain View: straripante successo e crescenti difficoltà non hanno ancora trasformato i video online nella gallina dalle uova d&#8217;oro. Hurley, però, continua a crederci. E lo afferma nel giorno del miliardario compleanno della registrazione di YouTube.com.  </p>
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<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.alexviola.com/youtube-spegne-5-candeline/" target="_blank"><img src="http://www.alexviola.com/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>
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		<title>YouTube e Google, pirati della Rete?</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 17:54:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alex V.</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[copyright]]></category>
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		<category><![CDATA[pirateria]]></category>
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		<description><![CDATA[Google e YouTube sarebbero accomunate ben al di là dei meccanismi che regolano gli assetti proprietari in ambito aziendale: entrambe non riconoscerebbero l&#8217;importanza e il valore della proprietà intellettuale. Si tratta di un breve estratto dai recenti pensieri di Tullio Camiglieri, coordinatore del centro studi per la protezione dei diritti degli autori e della libertà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Google e YouTube sarebbero accomunate ben al di là dei meccanismi che regolano gli assetti proprietari in ambito aziendale: entrambe non riconoscerebbero l&#8217;importanza e il valore della proprietà intellettuale. Si tratta di un breve estratto dai recenti pensieri di Tullio Camiglieri, coordinatore del <em>centro studi per la protezione dei diritti degli autori e della libertà d&#8217;informazione</em>. Pensieri, ma soprattutto parole, che <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/CyberNews/?id=3.0.4121420713" target="_blank">hanno criticato</a> aspramente la presunta efficacia del sistema delle segnalazioni alla piattaforma di video sharing per la conseguente rimozione di un contenuto non autorizzato.</p>
<p>&#8220;La realtà è che di contenuti protetti da copyright YouTube è pieno &#8211; <a href="http://bit.ly/532HqS" target="_blank">ha spiegato</a> Camiglieri &#8211; e con questi ci guadagna, mentre chi perde ogni giorno sono gli autori, i registi, i giornalisti, gli editori&#8221;. Mediaset però non ha perso contro YouTube, che dovrà provvedere autonomamente alla rimozione di tutti i filmati caricati dai suoi utenti, in particolare di quelli relativi a immagini sia statiche che dinamiche della trasmissione Grande Fratello 10. E infatti Camiglieri ha manifestato il suo plauso alla <a href="http://punto-informatico.it/2773039/PI/News/youtube-grande-fratello-va-asportato.aspx" target="_blank">recente decisione del Tribunale di Roma</a>.<span id="more-38"></span></p>
<p>&#8220;L&#8217;ordinanza della nona sezione civile emessa ieri dal Tribunale di Roma è un importante passo verso la legalità &#8211; ha dichiarato Camiglieri &#8211; nonché verso il riconoscimento della proprietà intellettuale di chi produce contenuti&#8221;. YouTube sarebbe a suo dire uno strumento comunque molto utile, avendo aperto ai netizen nuove strade per la condivisione online dei contenuti. Ma questi contenuti non dovrebbero ovviamente violare le attuali leggi sul diritto d&#8217;autore, perché altrimenti finirebbero &#8211; sempre secondo Camiglieri &#8211; con l&#8217;avvicinarsi moltissimo al fenomeno della pirateria online.</p>
<p>Quello che aggraverebbe la situazione, a suo dire, è che Google genera profitti a partire da contenuti non autorizzati, visto un positivo fatturato di YouTube che durerebbe da 18 mesi. Camiglieri ha fatto il punto sui danni causati dalla pirateria all&#8217;industria culturale italiana, intorno ad una cifra pari al miliardo di euro l&#8217;anno. Le pratiche di accesso diretto ai contenuti di BigG starebbero impoverendo sempre più la capacità di generare prodotti editoriali.</p>
<p>Particolarmente soddisfatta, anche la Federazione Anti-Pirateria Audiovisiva (FAPAV), che <a href="http://bit.ly/6ingYJ" target="_blank">ha sottolineato</a> come la sentenza del Tribunale di Milano contro YouTube sia da considerare come un importante indice dell&#8217;attenzione rivolta dalla magistratura al problema della pirateria online. Lo stesso Filippo Roviglioni, presidente di FAPAV, si è augurato che l&#8217;impegno di magistrati, organi competenti e forze dell&#8217;ordine continui nella direzione illuminata dalla sentenza a favore della rimozione di contenuti ritenuti illeciti.</p>
<p>Mediaset, nel frattempo, <a href="http://www.tomshw.it/cont/news/mediaset-e-internet-si-parte-con-lo-streaming/23277/1.html" target="_blank">ha annunciato</a> il lancio &#8211; a partire dall&#8217;11 gennaio prossimo &#8211; di un nuovo servizio gratuito di streaming televisivo, una sorta di <em>catch up tv</em>, come definita dal vicepresidente Pier Silvio Berlusconi. Inizialmente, il servizio offrirà agli utenti la possibilità di fruire di brevi filmati, per poi estendersi con una versione <em>full episod</em>. Si potranno visionare in streaming programmi di news, <em>infotainment</em> e reality show. Tanto ormai la famosa <em>casa</em> del format orwelliano potrebbe essere al riparo dagli occhi indiscreti dei broadcaster artigianali della Rete.
<p class="facebook"><a href="http://www.facebook.com/share.php?u=http://www.alexviola.com/youtube-e-google-pirati-della-rete/" target="_blank"><img src="http://www.alexviola.com/wp-content/plugins/add-to-facebook-plugin/facebook_share_icon.gif" alt="Share on Facebook" title="Share on Facebook" /></a></p>
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